L'unghia

Struttura


Le unghie sono produzioni cornee dell'epidermide è sulla faccia dorsale delle ultime falangi delle dita di mani e piedi. Sono prerogative dei primati, oltre all'uomo, quindi, sono presenti soltanto nelle scimmie e nei lemuri.
Le unghie contribuiscono in misura sostanziale alla precisione manipolativa della mano. Grazie alla presenza di queste lamine riusciamo a manipolare oggetti molto piccoli, come uno spillo. Le unghie, inoltre, conferiscono alla punta delle dita una maggiore sensibilità, grazie alla ricca innervazione del letto ungueale. Infine, tali strutture fungono da vere e proprie placche protettive dell'estremità digitale. Le unghie delle mani hanno una crescita settimanale  di 0,5 -1,5 mm ,mentre quelle dei piedi da 1,5 -1,8 mm al mese.La crescita varia secondo la stimolazione che avviene nelle mani e piedi.

Un po' di anatomia ....


Come sappiamo l'unghia e formata da più strati.....di lamine di sostanza cornea costituita da cheratina che è una proteina composta da diverse sostanze e acqua che conferiscono resistenza,elasticità,flessibilità.
Nella forma si presenta come un'unica lamina più o meno quadrata ed è posta sulle falangine dei mani e piedi.incontriamo 5  forme d'unghia :quadrata ,ovale,larga,appuntita e rotonda.
L'unghia su tre lati è chiusa da una porzione di pelle che delimita il vallo ungueale e ci permette di individuare la divisione dell'unghia: 
RADICE- la parte della lamina inserita nell'epidermide che produce cellule nuove che spingono le vecchie verso l'esterno.
CORPO (LAMINA )-è la porzione che poggia sul vallo ungueale ed è visibile tra radice e il bordo libero.Nonostante la superficie esterna ci appaia liscia, la lamina ungueale presenta delle scanalature verticali nella faccia sottostante. Tali solchi prendono strettamente contatto con il letto ungueale, aumentandone l'adesione.
BORDO LIBERO- è la parte di unghia che si estende sul vallo ungueale.
LA MATRICE -è il punto dove nasce l'unghia,fa parte della radice ed ha funzione cellulare,ossia dall'esfoliazione dell'osso falangeo le cellule cornee s'indirizzano verso la matrice ,questa le comprime e cosi fuoriesce l'unghia.E una zona molto sensibile,che presenta vasi sanguigni   ,terminazioni nervose ,linfa .
LUNULA- è la parte di compressione dove esce l'unghia dalla matrice. E una chiazza biancastra di forma semilunare,costituita da più strati di cheratina indurita, presente alla base della lamina. Tale colore è probabilmente dovuto al maggiore spessore dell'unghia, che impedisce al sangue di trasparire, come invece succede nelle altre parti rosate.
IL SOLCO ungueale è quella piega epidermica in cui si inserisce la radice dell'unghia che si colloca sotto il margine libero dell'unghia.
Il MARGINE DISTALE-la parte dell'unghia sporgente e suddivisa in tre strati: 1. cheratina dura (strato superficiale),2.cheratina debole(strato centrale);3.cheratina del letto ungueale( strato base).Esiste anche un quarto strato che può variare da persona a persona,per essempio le persone con pelle e capelli grassi avranno uno strato più spesso. 
HIPONICCHIO-è la continuazione del letto ungueale, che a sua volta si continua con il polpastrello.
L'EPONICCHIO-e la parte dove l'unghia penetra nella pelle.
CUTICOLA -  volgarmente chiamato pellicina, è strettamente aderente alla lamina dell'unghia e previene il passaggio di microorganismi e di funghi nella radice, scongiurando, quindi, il pericolo di infiammazione.
VALLO UNGUEALE-si trova sotto la lamina ed è attraversato da terminazioni nervose ,vasi capillari che conferiscono la tipica colorazione rosa.
PERINICCHIO-pelle che circonda l'unghia.

L'unghia è formata da più strati cementati di corneociti, ripieni di fibre di cheratina immerse in una matrice amorfa. Si tratta di cellule morte, la cui durezza e resistenza è dovuta proprio alla presenza di cheratina. Per questo motivo l'unghia, pur essendo piuttosto rigida, possiede una discreta flessibilità.
Bisogna comunque sottolineare che con l'invecchiamento si assiste ad una progressiva calcificazione delle unghie, che diventano più dure e resistenti.
La composizione chimica è simile a quella dei peli. La lamina contiene dal 7 al 16% di acqua e, nonostante quanto si potrebbe pensare considerando la sua durezza, è 10 volte più porosa dello strato corneo dell'epidermide.

La crescita dell'unghia è dovuta alla proliferazione delle cellule della matrice. Queste cellule sono disposte in maniera inclinata, per far sì che l'unghia cresca soprattutto in lunghezza e non in spessore. In condizioni normali la crescita è compresa tra 0,1 e 1 mm/die; le unghie delle mani crescono più in fretta di quelle dei piedi; rispetto alle altre dita, quelle dei pollici godono di una crescita più rapida. Infine, la proliferazione risente di un influsso quotidiano e stagionale, che fa crescere maggiormente le unghie di giorno e d'estate.Unghie
Problemi delle unghie

Sono generalmente legati all'invecchiamento
Un'alterazione frequente è rappresentata dalla comparsa di striature (scanalature). La presenza di solchi orientati verticalmente è un segno di invecchiamento.
L'onicolisi è il distacco della lamina dal letto ungueale, per esempio a causa di un trauma o di un'infezione funginea. La causa più comune è da ravvisare in piccoli traumi subiti per lungo tempo.
La fragilità delle unghie può essere anche sintomo di patologie o essere legata all'utilizzo di detergenti per la casa particolarmente alcalini.


In generale se l'alterazione colpisce una sola unghia, si è in presenza di un problema locale; al contrario, quando il fenomeno è esteso a tutte le unghie si tratta probabilmente di una patologia interna.
La comparsa di una striatura trasversale è spesso legata ad una patologia che si evidenzia, tra l'altro, con difficoltà di crescita dell'unghia.
Le macchioline bianche talora presenti sulle lamine, dette bugie, sono verosimilmente dovute ad un piccolo difetto di crescita, che porta all'interposizione di minuscole bollicine d'aria tra i corneociti. Seguendo lo spostamento di queste macchie bianche è possibile stimare i tempi di crescita dell'unghia.
Se un unghia delle mani viene asportata in modo traumatico o chirurgicamente, la completa ricrescita, più veloce di quella dei piedi, impiega circa 5 mesi. La rigenerazione è consentita dalla matrice che, nonostante il letto ungueale venga asportato insieme alla lamina, continua a svolgere la propria funzione proliferativa.Macchie bianche sulle unghie
Macchie bianche sulle unghie

Leuconichia

Le alterazioni cromatiche che interessano le unghie sono moltissime e diversificate tra loro; le macchie bianche sulle unghie, disturbo tecnicamente chiamato “leuconichia”, rappresentano, forse, le più comuni discromie ungueali.
In genere, i problemi legati alle unghie delineano, comunque, disturbi minori, tali per cui se l'intervento è appropriato e tempestivo, il risultato sarà una restitutio ad integrum. 
Le malattie dell'unghia sono molto frequenti e si stima che tutti i soggetti che superano la maggiore età abbiano sofferto, almeno una volta, di un disturbo a livello ungueale.


 Ammassi di cheratina

Le macchioline bianche sulle unghie incarnano l'espressione di piccoli ammassi  di cheratina (è una proteina ricca di zolfo, nonché il costituente più importante dello strato corneo delle unghie, dell'epidermide e dei capelli): più in particolare, le macchie bianche alterano la naturale colorazione della lamina dell'unghia.

Aspetto dell'unghia

Le macchie possono avere anche aspetti differenti: infatti, la leuconichia può caratterizzare sia un'unghia completamente bianca (leuconichia diffusa), fenomeno per lo più raro, sia un unghia punteggiata da piccole macchie bianche (leuconichia punctata, la forma maggiormente diffusa tra i bambini) o, ancora, da striature biancastre (leuconichia striata).
Nella più comune manifestazione di leuconichia punctata, l'unghia non solo si tinteggia con pois bianchi del diametro di 1-3 millimetri, ma si ispessisce perdendo la sua naturale trasparenza.

Cause

Da molte persone, la leuconichia viene considerata indice di problemi epatici (es. cirossi), ma questa alterazione cromatica dell'unghia si riscontra anche in molti soggetti sani. La causa responsabile della comparsa di queste macchioline bianche, infatti, non è molto chiara: la leuconichia può essere interpretata come riflesso di una disordinata cheratinizzazione, di una carenza di calcio, di una predisposizione all'anemia; anche infezioni fungine (onicomicosi) e traumi da manicure possono creare questo inestetismo. Talvolta, anche una carenza di zinco e vitamina B6 può essere con-causa dello sviluppo di macchie bianche sulle unghie.
Generalmente, la formazione di puntini bianchi posti tra le lamine potrebbe nascondere difetti della crescita ungueale; di conseguenza  si formano bollicine d'aria tra un corneocita e l'altro: i tempi di crescita dell'unghia possono essere valutati perché le macchioline migrano all'avanzare della lamina.
Le unghie, come gli occhi e i capelli, rispecchiano lo stato di salute dell'organismo: è chiaro, quindi, che se le unghie subiscono trasformazioni strutturali ed alterazioni cromatiche, con molta probabilità ci si trova davanti ad un'alterazione interna all'organismo, evidente indice di deperimento.

Alimentazione corretta

Un regime alimentare corretto, ricco di vitamine, sali minerali, amminoacidi essenziali(soprattutto quelli solforati) ed acqua, è il primo rimedio da adottare per ripristinare la normale struttura dell'unghia. È chiaro poi che se le macchie bianche rispecchiano disturbi più gravi, quali problemi al fegato o infezioni fungine, si dovrà anzitutto curare il disturbo alla radice: la scomparsa delle macchie bianche sulle unghie sarà quindi una conseguenza della risoluzione del disturbo.

Schema

Per fissare i concetti:

DISTURBO
POSSIBILE SOLUZIONE
Macchia bianca nella parte terminale dell'unghia
La macchia può essere rimossa tagliando l'unghia, quando cresce. Non usare decoloranti o lime
Macchie causate da carenze nutrizionali
Alimentazione sana ed equilibrata, ricca di vitamine, sali minerali, senza eccessi né carenze
Macchioline diffuse generate da infezioni fungine
In primo luogo si dovrà combattere il microorganismo: l'unghia tornerà in salute quando sarà debellata l'infezione
Leuconichia come indice patognomico secondario di problemi epatici
Cura della disfunzionalità epatica
Macchie bianche sulle unghie causate da carenza di minerali come calcio o zinco
Si potrebbe integrare la dieta con una supplementi di minerali

Macchie sulle unghie
Unghie tinteggiate di bianco, giallo, marrone, rosso, e pesino verde, decorate con  pois o con strisce... non si tratta di una pubblicità di smalti, ma delle possibili alterazioni cromatiche delle unghie.

Macchie sulle unghie  Danno estetico?
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Le unghie, per motivi di svariata natura, possono caratterizzarsi per macchie di vari colori, che le fanno apparire decisamente antiestetiche. Le macchie sulle unghie, comunque, non rappresentano di per sé il problema reale; piuttosto, sono l'espressione di un problema sottostante che molto spesso ha origine nelle disfunzioni metaboliche che colpiscono l'organismo.
Di frequente, capita di non accorgersi nemmeno della presenza di alcuni sintomi, che altre volte vengono semplicemente interpretati come “insignificanti”: tuttavia, si dovrebbe porre maggiore attenzione ai messaggi che l'organismo ci invia, essendo l'unico modo per dare un preavviso al pericolo imminente.

Cause

Un'alterazione del colore della lamina ungueale, la fragilità o l'ispessimento delle unghie, la tendenza a spezzarsi, una diminuzione della lucentezza e la comparsa di macchie colorate sulla superficie, possono esprimere dei campanelli d'allarme inviati dall'organismo stesso, da interpretare come un invito a porre rimedio al disturbo.È opportuno specificare che per “disturbo” s'intende, in questo caso, anche un'alimentazione scorretta, uno stile di vita sbagliato e carenze nutritive, oltre al possibile malfunzionamento delle attività metaboliche e ad infezioni fungine: tutte queste problematiche si possono ripercuotere sulle unghie.

Unghie a macchie rosse

Macchioline rosse sulle unghie possono essere un indice di psoriasi, un'infiammazione della cute che si riscontra soprattutto in prossimità delle articolazioni: addirittura, in base a quanto affermano gli esperti, il 60% dei soggetti affetti da psoriasi presenta, come primo sintomo, macchie rosse sull'unghia. Nella progressione della psoriasi, si può assistere anche ad una perdita o ad uno sgretolamento dell'unghia.

Unghie a macchie gialle


Le unghie che si tingono di macchie gialle, fino a coprire l'intera superficie, possono essere spia di disturbi a carico dell'apparato respiratorio , sinusite o infezioni da HIV /AIDS; in rari casi, anche il gonfiore alle mani può provocare macchie sulle unghie. Inoltre, nella sindrome delle unghie gialle, la loro crescita rallenta, lo spessore aumenta e si scoloriscono. Nonostante quanto affermato, le unghie gialle possono presentarsi anche in assenza di disturbi respiratori: l'abitudine di utilizzare smalti di scarsa qualità, per esempio, può aggravare l'ingiallimento dell'unghia.

Unghie a macchie bianche

Le unghie caratterizzate da macchioline bianche  possono essere preavviso di un'infezione fungosa  (, cioè infezione ungueale generata da miceti), di insufficienza renale od epatica, di psoriasi o, più semplicemente, essere spia di una carenza nutrizionale.

Unghie a macchie scure



Talvolta, le unghie possono presentare delle macchie scure, con tendenza al nero: potrebbe essere la conseguenza di un trauma come un ematoma (in tal caso il colore scomparirà in poco tempo), oppure spia di nèi benigni o di melanoma, cioè cancro alla matrice dell'unghia. Il mal funzionamento delle ghiandole surenali, come succede nel morbo di Addison, potrebbe essere alla base della comparsa di unghie a macchie nere o completamente nere. Anche un' infezione da  Aspergillus nigel può comportare un'unghia nera.
In dermatologia, il termine melanonichia indica la presenza di melanina nella lamina ungueale, che si caratterizza per la comparsa di una particolare striatura di color bruno-marrone sull'unghia.

Macchie verdi e blu


                       Un'infezione da Pseudomonas aeruginosa potrebbe provocare delle macchie verdastre o nere: per questo motivo si parla di sindrome delle unghie verdi. In questa onicopatia, il microorganismo produce degli enzimi che digeriscono la cheratina, provocando un effetto in profondità che si manifesta anche in superficie con una colorazione tipicamente verde.
Le unghie che si macchiano di colore viola o blu preavvisano disturbi cardiaci o respiratori: alle estremità delle mani giunge poco ossigeno a causa della scarsa circolazione ematica, di conseguenza le unghie appaiono blu.

Unghie sane

Avere “Unghie sane, lucenti e forti” non solo è sinonimo di bellezza, ma anche di salute della persona: se la dieta è scorretta e non si seguono le regole dettate dalla buona educazione alimentare, le unghie possono rispecchiare questa condizione, tinteggiandosi di macchie più o meno intense. Nel caso in cui le macchie colorate delle unghie dipendano da disturbi più gravi, è bene rivolgersi ad uno specialista.




Malattie delle unghie


In condizioni fisiologiche, le unghie appaiono sane, forti e brillanti, sono leggermente elastiche e rosate; se invece le unghie cominciano a presentare discromie, fragilità o microfratture, è possibile che sia in atto un'alterazione delle funzionalità metaboliche dell'organismo. Com'è noto, infatti, le unghie sono espressione dello stato di salute della persona: nel momento in cui esso viene compromesso, le unghie inviano i primi segnali d'allarme.

Cause possibili

I disturbi che possono colpire le unghie sono moltissimi e di svariata natura: l'origine può essere ricondotta a carenze alimentari, ad infezioni di lieviti, funghi o muffe, a patologie metaboliche di varia entità, a malattie delle pelle; anche le cattive abitudini di vita possono incidere sulla salute delle unghie.

Malattie comuni

Tra le malattie maggiormente diffuse che danneggiano le unghie, si ricordano:
  • ANONICHIA: patologia ungueale caratterizzata dall'assenza di lamina. L'anonichia potrebbe essere congenita (più rara, collegata a disturbi della crescita) o acquisita (connessa alla psoriasi). Questa manifestazione potrebbe essere accompagnata da cromonichia (variazione del colore naturale dell'unghia). Anche l'assunzione di farmaci e la metabolizzazione di sostanze tossiche potrebbero incidere in questa alterazione.
  • LEUCONICHIA: l'unghia si distingue per le macchie bianche che ne “decorano” la superficie, in seguito a infezione dovuta a dermatofiti, muffe o lieviti.
  • Macchie bianche sull'unghia: questa condizione potrebbe dipendere da più fattori; tuttavia, spesso, le macchioline che si notano sulla superficie ungueale sono causate dalla creazione di bolle d'aria tra i cheratinociti.
  • MELANONICHIA longitudinale o striata: le unghie presentano un'alterazione del colore naturale, assumendo una tinta brunastra a causa dell'accumulo - nella lamina unguale - di melanina prodotta dai melanociti in quantità superiori alla norma. La melanonichia è conseguente a infezioni da parte di lieviti o muffe o rispecchia la distrofia canaliforme di Heller (la lamina dell'unghia è attraversata da un canale centrale depresso che divide l'unghia in due parti simmetriche).
  • MELANONICHIA: l'unghia assume una colorazione nera-marrone. Le cause scatenanti possono essere farmaci, melanoma, traumi che formano ematoma, disturbi renali.
  • onicocriptosi: il letto ungueale sembra essere troppo piccolo per sostenere la lamina ungueale, che si spinge sempre più in profondità creando infiammazione e dolore.
  • ONICODISTROFIA: è una malattia che interessa soprattutto l'unghia del pollice delle mani e dei piedi. Le unghie tendono a rompersi e a scheggiarsi: le fessure trasversali possono diramarsi in ondulazioni diagonali. La causa risiede nell'inefficace afflusso ematico alla matrice, oppure in una carenza nutrizionale. Anche in seguito a patologie cardiache, se la pressione si abbassa molto e non giunge più la giusta quantità di sangue alle unghie, si potrebbe verificare questa condizione. Solitamente, comunque, l'invecchiamento è la causa principale di onicodistrofia.
  • Onicofagia: non rappresenta un disturbo vero e proprio, poiché con questo termine s'indica l'abitudine a mordicchiarsi le unghie. La conseguenza sarà una modificazione della struttura dell'unghia: questa mania arreca gravi danni, in quanto il letto ungueale, essendo scoperto, non è protetto e si trasforma in un luogo perfetto per l'attacco da parte dei batteri.
  • ONICOGRIFOSI (unghia ad artiglio): l'unghia si ispessisce a tal punto che non si riesce più a tagliarla. Inoltre, l'unghia procede nella crescita curvandosi sempre di più, assumendo una forma ad artiglio. Potrebbe essere associata all'età, ma anche a traumi causati da sport.
  • ONICOLISI: tipica spia della psoriasi ungueale; l'onicolisi prevede il distacco della lamina dal letto ungueale. Inoltre, anche le lamelle possono perdere aderenza e provocare fratture. L'onicolisi può essere conseguenza di alcuni farmaci o traumi ripetuti (determinati da sport o da calzature troppo strette).
  • ONICOMICOSI: è un'infezione delle unghie causata da microorganismi chiamati miceti, responsabili della fragilità della lamina e dell'alterazione cromatica della stessa. Spesso, questa condizione è accompagnata da dolore e, talvolta, da cattivo odore.
  • ONICORESSI: questo disturbo è tipico degli anziani; è caratterizzato da unghie fragili con micro taglietti verticali, la cui lamina si assottiglia con striature e tagli.
  • ONICOSCHIZIA LAMELLINA: disturbo comune delle donne, caratterizzato dallo sdoppiamento della lamina ungueale. Gli strati più superficiali della lamina si sfaldano progressivamente e presentano delle microfratture nel margine libero. 
  • PACHIONICHIA: la matrice germinativa tende ad essere iperproliferante. La lamina dell'unghia, così, diventa molto spessa: in genere, è un disturbo legato alla senescenza e alla psoriasi.
  • PERIONISSI: rappresenta un'infiammazione del perionichio (insieme di tessuto molle che circonda la lamina). La perionissi può anche conseguire un'infezione da candida, Stafilococco, Herpes simplex; preceduta spesse volte da infiammazione.
  • UNGHIE A “DITALE DA CUCITO”: si verificano in caso di alopecia aerata, condizione per cui le unghie si connotano con un aspetto opacizzato, simile all'effetto generato da un'abrasione.
  • UNGHIE BLU: possono essere conseguenza dell'assunzione di alcuni farmaci come tetracicline o clorochine.
  • UNGHIE RICURVE (unghia a vetrino d'orologio): spesso questa situazione è strettamente associata a problemi più gravi, come disturbi a carico di polmoni e bronchi
  • UNGHIE VERDI: in genere dipendono da un'infezione di Pseudomonas.
  • XANTONICHIA: disturbo che interessa la superficie dell'unghia, che presenta macchie gialle diffusse o progressivo ingiallimento. In genere è un problema comune dei fumatori; anche chi soffre di psoriasi, chi fa uso di tetracicline, chi soffre d' ipertiroidism e chi usa smalti e solventi troppo aggressivi potrebbe riscontrare questo disturbo.

Cura

Come si è analizzato, le malattie che colpiscono le unghie sono moltissime e di svariata natura: il podologo od uno specialista dovranno quindi indicare al paziente la cura più opportuna per la risoluzione della patologia ungueale.Micosi delle unghie










Micosi delle unghie


Onicomicosi


Tra tutte le affezioni ascrivibili alle unghie, gli esperti stimano che le micosi si manifestino con un'incidenza che varia dal 30 al 50%.
Tecnicamente, si parla di “onicomicosi”, per indicare quel disturbo legato alle unghie, scatenato da microorganismi chiamati miceti: questi funghi scatenano l'infezione, che può rimanere circoscritta in un'unica unghia, o può intaccare anche le altre.
L'unghia colpita da onicomicosi, in particolare nella sua estremità, tende a cambiare il proprio colore originario, sfumando generalmente dal bianco al giallino: l'unghia può talvolta presentare delle macchie di diverso colore, come il marrone, il verde e anche il nero.
Se il fungo si spinge in profondità, le unghie possono diventare più spesse, oppure sgretolarsi lateralmente, provocando dolore.


Cause e fattori di rischio

I luoghi umidi rappresentano un ottimo terreno di proliferazione per i miceti: questi funghi vivono negli spogliatoi pubblici, nelle piscine e nelle docce, e possono infettare le unghie penetrando nello spazio interposto tra il letto ungueale e l'unghia.
Molto spesso i funghi infettano le unghie dei piedi, essendo un ambiente prospero alla proliferazione: i piedi, infatti, esposti al calore e all'umidità, registrano una sudorazione notevolmente più consistente rispetto le mani. A questo fatto si aggiunge un indebolimento del sistema immunitario: nei piedi la circolazione ematica indirizzata verso le unghie è più difficile rispetto a quella diretta alle unghie delle mani, di conseguenza le difese immunitarie dell'organismo sono più deboli nei piedi.
Ciò non toglie, comunque, che anche le unghie delle mani possano essere un  locus propizio per i miceti.
È opportuno ricordare che - nonostante le onicomicosi siano frequentemente determinate da funghi “dermatofiti” - anche  lieviti e muffe possono provocare queste tipologie di infezioni.
I diabetici e gli anziani, in genere, sono maggiormente colpiti dalle micosi delle unghie: durante l'invecchiamento, le unghie tendono a diventare più spesse, quindi più suscettibili all'attacco dei miceti.
Le statistiche indicano che i maschi sono maggiormente colpiti dalle micosi rispetto al sesso debole (si può azzardare, in questo caso, la definizione di “sesso forte”, incarnata dalle donne).
Anche il piede dell'atleta e la psoriasi si configurano come altri fattori predisponenti le infezioni micotiche a livello delle unghie: il piede d'atleta è un disturbo contagioso causato da un fungo molto frequente tra gli atleti, mentre la psoriasi ungueale non è contagiosa.
Se all'abitudine scorretta di usare calze e scarpe strette (che impediscono la traspirazione), e di camminare scalzi in luoghi umidi, si associano sudorazione eccessiva e disturbi del sistema immunitario, le probabilità di contrarre una micosi delle unghie aumentano decisamente.


Sintomi e complicanze

Le onicomicosi non sono facili da debellare: non guariscono se non si interviene con farmaci appositi (antimicotici). Inoltre, sono contagiose e possono provocare anche onicolisi (la perdita dell'unghia).
La superficie dell'unghia, oltre a subire un'alterazione del normale colore, appare più fragile, friabile, deformata e spessa: la micosi, progredendo, potrebbe creare un cattivo odore ed intaccare anche la cute del piede (o della mano), fino ad estendersi in altre zone del corpo.
Sarebbe quindi bene contattare subito un dottore, a partire dai primi sintomi, di solito manifestati con l'alterazione del colore dell'unghia: più si temporeggia, più si corre il rischio di danneggiarla permanentemente.
Nei soggetti diabetici, le micosi delle unghie sono molto pericolose: le terminazioni nervose ed il circolo ematico possono essere compromessi, per cui anche un'infezione da parte dei batteri può provocare serie conseguenze.


Cure

La miglior cura è la prevenzione: l'igiene delle mani, dei piedi, unita a piccoli accorgimenti, può sicuramente giovare alla salute delle unghie.
Le unghie dovrebbero essere sempre pulite, asciutte; sarebbe opportuno evitare le calze di nilon e sintetiche che non lasciano respirare i piedi.
Le unghie non devono essere mai strappate, ma tagliate accuratamente: se così non fosse, l'accesso ai batteri sarebbe facilitato.
Se queste regole non sono sufficienti, se le difese immunitarie sono deboli e se l'organismo offre le giuste condizioni di proliferazione per i miceti, le onicomicosi sono inevitabili. In tal caso l'intervento dev'essere immediato: il medico, il podologo od uno specialista, dovrebbero consigliare il trattamento farmacologico più adeguato per il soggetto, come  farmaci antimicotici ad azione topica (smalti o pomate) o sistemica (farmaci ad uso orale). Questi medicinali agiscono sul fungo, debellandolo, e favoriscono lo sviluppo di un'unghia nuova e non infetta: il trattamento farmacologico sarà molto lungo, poiché l'unghia impiega dai 9 mesi ad un anno per  crescere completamente.
Solo in casi molto gravi, l'esperto potrebbe consigliare la rimozione dell'unghia tramite intervento chirurgico.
Contro le onicomicosi la fitoterapia viene in aiuto con piante ad azione immunostimolante, tra le quali la più nota ed utilizzata è senza dubbio l'echinacea. Utile anche il noce per le proprietà dello juglone, sostanza in grado di inibire la crescita fungina e dotata di proprietà antibatteriche.

Per fissare i concetti…

CAUSA
SINTOMO
PREVENZIONE
CURA
Infezione da micete, lievito o muffa
unghia giallina o biancastra, spessa, fragile, che tende a spezzarsi, maleodorante, deformata, dolorosa.
Igiene delle unghie di mani e piedi; unghie corte, pulite e asciutte; non camminare scalzi in luoghi pubblici e umidi; evitare calze sintetiche; non strappare le unghie.
Farmaci antimicotici ad azione topica o sistemica.
Rimozione chirurgia










Farmaci contro l'Onicomicosi


Onicomicosi: definizione

L'onicomicosi è una malattia delle unghie - solitamente dei piedi - generata da miceti o batteri: questi patogeni possono scatenare l'infezione in una parte dell'unghia, nell'unghia intera o intaccare anche le altre. L'onicomicosi è più frequente tra i diabetici e gli anziani.

Onicomicosi: cause

I miceti – tra cui candida albicans,Trichophyton ed Epidermophyton - sono senza dubbio i principali agenti scatenanti l'onicomicosi: ad ogni modo, anche le muffe e i lieviti  possono causare o potenziare il danno.

I parassiti generano danno solo in determinate condizioni; tra i fattori predisponenti l'onicomicosi, si ricordano: indebolimento delle difese immunitarie dell'ospite, luoghi umidi, pide dell'atleta ,psoriasi, scarsità di traspirazione dei piedi, temperatura elevata  associata a sudorazione e vasculopatie periferiche.

Onicomicosi: sintomi

In caso di onicomicosi, l'unghia malata subisce un'alterazione del proprio colore naturale; inoltre, appare più fragile, friabile, deformata e tende ad ispessire. L'onicomicosi, progredendo, potrebbe generare un cattivo odore, oltre ad infettare anche la cute circostante, per poi diffondersi in altre aree del corpo. In caso di severità, è possibile perdere l'unghia.

Onicomicosi: cure naturali

Le informazioni sui Farmaci per la cura dell'Onicomicosi non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura dell'Onicomicosi.

Onicomicosi: farmaci

La terapia farmacologica d'elezione per l'onicomicosi viene effettuata con l'applicazione di antimicotici ad azione topica e/o assunzione di antimicotici sistemici.
Tra gli ANTIMICOTICI TOPICI (da utilizzare solamente in caso di onicomicosi limitata ad una o due unghie) si ricordano:
  • DERIVATI AZOLICI: ketoconazolo (es. Ketoconazolo EG), applicare il farmaco in situ sottoforma di crema 2%, due volte al giorno per due settimane. Altro derivato azolico è il miconazolo , particolarmente indicato per le onicomicosi da Candida: l'applicazione della crema due volte al giorno sulla superficie interessata comporta la risoluzione dell'infezione in due-tre settimane. La medicazione va ripetuta fino a completa eradicazione del micete.
  • DERIVATI MORFOLINICI: amorolfina (es. locetar): sottoforma di smalto, da applicare previa accurata pulizia dell'unghia malata una volta a settimana fintanto che l'unghia sarà guarita. L'amorolfina esercita un'eccellente azione fungicida e fungostatica.
  • ALLILAMINE: in questa classe farmacologica rientra la naftifina (es. Suadian), sostanza indicata in caso di onicomicosi da dermatofiti; la sostanza è meno attiva contro i lieviti. Disponibile in crema 1% da applicare sull'unghia e sull'area circostante due volte al giorno.
  • CICLOPIROX (es. Fungizione), smalto (soluzione 8%): applicare il prodotto sulla superficie dell'unghia affetta da onicomicosi una volta al giorno (preferibilmente al mattino o otto ore prima di lavarsi), tramite applicatore apposito. Dopo 8 giorni, rimuovere il prodotto con l'alcol. Ripetere questa modalità di trattamento affinché l'unghia sarà guarita.
  • POLIENICI: come abbiamo analizzato per la candidosi vulvo vaginale e per il mughetto, i polienici sono assai efficaci contro le infezioni da Candida, ma inefficaci contro i dermatofiti. Tra i polienici si ricordano creme a base di nistanina (es. Assocort, ), da applicare sull'unghia e sulla cute circostante 2-4 volte al giorno, in base alla severità dell'onicomicosi.
  • TOLNAFTATI: rappresentano una classe di farmaci in grado di agire selettivamente contro infezioni cutanee provocate da Trichophyton ed Epidermophyton. Non sono attivi contro le onicomicosi da Candida albicans. Sottoforma di crema, soluzione o polvere, i tolnaftati (es. Tinaderm) vanno applicati due volte al giorno, sulla lamina interessata dall'infezione, fino a completa risoluzione del problema.
I farmaci ad applicazione topica contro l'onicomicosi possono causare discromia, edema locale, esfoliazione della cute, dolore ungueale, flogosi periungueale, secchezza localizzata, rush cutaneo. La manifestazione degli effetti collaterali e la loro intensità è diversa in base alla sensibilità del soggetto e alla scelta di un dato farmaco piuttosto che un  altro.

In caso di onicomicosi grave, accanto alla cura topica, è consigliata l'assunzione orale di alcune sostanze farmacologiche, che esplicano l'azione agendo dall'interno ed eliminando più efficacemente il patogeno responsabile.

Tra i FARMACI CONTRO L'ONICOMICOSI AD AZIONE SISTEMICA, primeggiano, ancora una volta, i derivati azolici: in particolare, gli imidazolici ed i triazolici sono i farmaci d'elezione. Anche la Griseofulvina è un attivo particolarmente efficace contro le onicomicosi, ma meno utilizzato perché inefficace contro Candida albicans.
  1. Imidazolici (es. miconazolo: Oravig): agisce alterando la permeabilità di membrana delle cellule fungine. Assumere una compressa (50 mg) per os, una volta al giorno per 14 giorni consecutivi.
  2. Triazolici (es. itraconazolo: sporanox ): risulta particolarmente efficace contro l'onicomicosi alla posologia di 200 mg/die, per tre mesi consecutivi.
Da non utilizzare in caso di disfunzione ventricolare: l'impiego prolungato dell'itraconazolo (per os) può generare l'insufficienza cardiaca.
  1. Griseofulvina (es. Fulcin): la Griseofulvina micronizzata è disponibile in compresse da 500 mg, da assumere una volta al giorno (unica dose o dosi multiple da 125 mg); per il trattamento di recidive, è possibile assumere fino ad 1 mg al dì di principio attivo.
N.B. la prevenzione è sicuramente la miglior cura contro l'onicomicosi:
  • igiene delle unghie di mani e piedi
  • unghie corte
  • non camminare a piedi scalzi in ambienti umidi
  • non strappare le unghie
  • non portare calzature sintetiche e strette

Curare L'Onicomicosi Con Le Erbe


Onicomicosi - Erboristeria - sfondo

L'onicomicosi un'infezione della unghie causata da microrganismi, detti miceti, che si sviluppano in modo eccessivo. Le onicomicosi si manifestano in genere con la comparsa di macchie giallastre ,verdognole o scure , su un unghia che appare fragile e sgretolata, soprattutto all'estremità.
La proliferazione e l'attacco dei miceti sono favoriti dall'umidità e dal colore: calze e scarpe poco traspiranti, ridotta circolazione periferica, e utilizzo di bagni e luoghi pubblici, rappresentano quindi i principali agenti ezimologici.
L'erboristeria può essere d'aiuto nella cura e nella prevenzione delle onicomicosi con i suoi rimedi ad azione rimineralizzante (apportano all'organismo minerali, come zolfo, zinco, ferro, silicio e rame, necessari per la buona crescita dell'unghia) immunostimolante (stimolano le diffese dell',organismo potenziando la capacità di combattere le infezioni) ed antifungina (sostanze in grado di inibire la crescita dei miceti, inclusi quelli coinvolti nella comparsa di onicomicosi).

Piante medicinali ed integratori utili contro l'Onicomicosi: equiseto, frutta e verdura fresca ,integratori salini.

Immunostimolanti:androgafis, astragalo, echinacea, eleuterococco, vischio, uncaria, cordyceps, aglio, aloe gel, curcuma.
Antifungine: Jauglone, noce, berberina, aglio, idraste, oli essenziali ad uso topico (di maggiorana, melaleuca, origano, timo, chiodi di garofano, santoreggia, cannella)

 Unghie Nere


Le unghie nere non esprimono soltanto un tipico simbolo della festa di Halloween od un segno caratteristico della moda “Dark”: infatti, le unghie nere potrebbero rilevare un malfunzionamento dell'organismo.
Tra i podisti, le unghie nere rappresentano una condizione che si verifica di frequente, interessando in particolare le unghie degli alluci.


Unghie nere e sport

Le cause che provocano questo disturbo si collegano a lesioni e a traumi ripetuti nel tempo: i piccoli vasi ematici che si trovano nel letto ungueale subiscono un danno, lacerandosi; se la lesione è molto intensa, il versamento ematico potrebbe protrarsi fino al di sotto della lamina ungueale: di conseguenza l'unghia appare nera.
È bene considerare che non è tanto la corsa in sé a causare il problema, ma l'uso di calzature inadatte, troppo strette o troppo grandi. Nel caso in cui la scarpa risultasse troppo stretta, l'unghia  sarebbe costretta a spingersi in profondità nella carne; viceversa, se la calzatura fosse troppo grande, le dita dei piedi sarebbero costrette a spostamenti ripetuti, piccoli traumi che sommati nel tempo potrebbero dare origine ad un ematoma evidente.
Talvolta, le lesioni riportate sono di un'entità tale da causare la perdita dell'unghia: in tal caso ci si dovrebbe rivolgere ad un esperto e, successivamente,  aspettare che l'unghia si rinforzi e ricresca da sola. È chiaro, quindi, che la scelta della scarpa è assolutamente fondamentale nello sport, non solo per praticare l'esercizio fisico al meglio, ma anche per il benessere dei piedi e delle unghie.


Cause patologiche

Non sempre, però, le unghie nere rispecchiano traumi da sport: se un soggetto assume molti farmaci, soffre di patologie a carico dei reni o è colpito da infezioni batteriche, le unghie potrebbero risentire del problema e rispondere con una colorazione nera. I miceti, solitamente, sono i maggiori responsabili delle infezioni alle unghie: le unghie possono risultare fragili, sfaldarsi facilmente ed apparire nere. In questi casi sarebbe opportuno rivolgersi ad un esperto, che dovrà indicare la cura farmacologica più corretta per la risoluzione dell'infezione.
Ci sono poi dei fattori più gravi, come per esempio i melanomi, che potrebbero provocare l'annerimento progressivo delle unghie: in tal caso, la cura farmacologica servirà per risolvere la patologia, mentre la correzione del colore dell'unghia, dal nero al roseo, sarà la conferma di aver sconfitto il melanoma.


Unghie Incarnite

Onicoriptosi o Unghie incarnite


Il disturbo popolarmente noto come unghie incarnite è più precisamente definito - in termini medici - onicocriptosi. Tipica condizione spiacevole ed antiestetica delle unghie dei piedi, l'onicocriptosi si verifica quando un angolo appuntito dell'unghia del piede penetra nella pelle provocando dolore, arrossamento ed infiammazione. Se non trattata fin dai primissimi sintomi, un'unghia incarnita può essere la miccia d'infezioni più o meno superficiali a carico dei piedi; nei casi più gravi, l'onicocriptosi può causare dolorosissimi ascessi tali da richiedere l'intervento chirurgico.

Incidenza e target

Tra le innumerevoli malattie delle unghie, l'onicocriptosi rappresenta indubbiamente una tra le più comuni. Le unghie incarnite tendono a comparire soprattutto tra i giovani adulti di età  compresa tra i 20 ed i 30 anni; normalmente, i maschi sono più esposti al rischio ma anche le femmine possono accusare i medesimi sintomi. Il fenomeno è estremamente raro nei bambini e nei neonati, probabilmente perché le unghie non sono particolarmente spesse né troppo dure.

Cause e fattori di rischio

Il problema delle unghie incarnite compare ogniqualvolta il letto ungueale risulta troppo piccolo per sostenere la lamina dell'unghia, che a sua volta si spinge sempre più in profondità creando dolore ed infiammazione. Crescendo in modo anomalo, l'angolo appuntito del bordo esterno dell'unghia può perforare la pelle, fino a provocare infezione.
Il modo in cui si tagliano le unghie è estremamente importante: difatti, quando strappate o tagliate troppo corte e storte, le unghie tendono a ricrescere in modo anomalo o lateralmente, ponendo le basi per l'onicocriptosi.
Oltre alle cause sopradescritte, sono stati individuati altri importanti fattori di rischio, possibili responsabili delle unghie incarnite. La lunga lista dei fattori di rischio comprende:
  • Artrite
  • Deformità congenite dei piedi
  • Continui traumi a livello dei piedi
  • Diabete
  • Dita dei piedi molto lunghe
  • eccessiva sudorazione dei piedi
  • Infezione fungina a livello delle unghie dei piedi
  • Interventi di chirurgia maleseguiti a carico delle unghie dei piedi
  • Malattie delle unghie dei piedi in generale
  • Obesità
  • Postura scorretta
  • Utilizzo a lungo termine di isotretinoina (l'unghia incarnita può costituire un effetto collaterale dovuto ad una terapia a lungo termine con retinoidi)
  • Utilizzo di scarpe troppo strette
  • Scarsa igiene del piede

Sintomi

Le unghie incarnite provocano sempre dolore, fastidio, arrossamento e gonfiore localizzato; sovente, si possono osservare piccole vescichette ripiene di liquido lattiginoso o giallastro che tendono a scoppiare emanando un cattivo odore. L'infiammazione innescata dall'unghia incarnita provoca di riflesso un ispessimento della pelle in corrispondenza della lesione, inducendo ulteriore dolore e lesioni.
Il dolore provocato dall'unghia incarnita si accentua indossando calzature eccessivamente strette; talvolta, il fastidio prodotto è così grave che anche il semplice contatto del lenzuolo sul dito colpito può essere straziante.

Complicanze

Quando non trattata adeguatamente, un'unghia incarnita può innescare infezioni locali di varia entità. Progredendo, l'infezione procurata dall'unghia incarnita può diffondere il danno nei tessuti limitrofi fino a causare ascessi od ostiomielite (infezione dell'osso corrispondente al dito coinvolto nell'onicocriptosi).Soprattutto in caso di diabete, le complicanze derivate da un'unghia incarnita possono essere devastanti dato che la circolazione sanguigna è compromessa; pertanto, qualsiasi tipo di lesione a carico dei piedi (es. tagli, abrasioni, calli e d ' unghie incarnite) può provocare infezioni molto serie. Quando le unghie incarnite causano ulcere aperte e dolenti, si raccomanda l'intervento chirurgico per minimizzare il rischio di cancrena.

Trattamento

Fortunatamente, le unghie incarnite tendono a guarire spontaneamente, senza necessariamente rivolgersi ad uno specialista. Nonostante quanto affermato, il consulto di un medico o di una persona competente in materia è sempre consigliato per minimizzare il rischio d'infezione o di altre complicanze.
La figura medica a cui riferirsi in presenza (o in caso di sospetto) di unghie incarnite è il podologo; quando il disturbo è grave, è necessario ricorrere ad un medico chirurgo.

Nota bene: quando chiamare il medico
Il consulto del medico è indispensabile nei seguenti casi:
  • I sintomi dell'unghia incarnita persistono
  • Diabete
  • Compromissione del sistema immunitario
  • Patologie a carico dei piedi (es. neuropatia diabetica)

In generale, il trattamento per le unghie incarnite dipende dalla gravità della condizione:
  1. Quando il problema è superficiale, il paziente verrà sottoposto ad un trattamento di tipo conservativo che prevede numerosi pediluvi in acqua molto calda, l'applicazione pluriquotidiana di un antibatterico e l'utilizzo di un batuffolino di cotone da inserire appena sotto il bordo dell'unghia per evitare che questa cresca in modo inadeguato. Anche il bendaggio elastico è un'alternativa (relativamente efficace) per ridurre i sintomi provocati dall'unghia incarnita. La metodica prevede di "tirare" fisicamente la pelle del dito in prossimità dell'unghia incarnita avvolgendo lo stesso dito con un cerotto elastico speciale: in questo modo, è possibile ridurre la pressione (esercitata dall'unghia incarnita nella cute) e, nel contempo, migliorare il drenaggio del pus accumulatosi in situ.
  2. Quando l'unghia incarnita cresce profondamente nella pelle creando infezione, dolore ed altre complicanze, è necessario ricorrere ad un intervento di avulsione (estrazione) chirurgica parziale della lamina ungueale. Generalmente, il trattamento chirurgico - eseguito in anestesia locale con farmaci come la lidocaina - viene supportato da una cura antibiotica locale da applicare nei 7-15 giorni successivi all'intervento.
  3. Per evitare la rimozione chirurgica dell'unghia infetta ed incarnita, è stato recentemente ideato un innovativo metodo risolutivo che prevede l'inserimento di un speciale tutore (una sorta di molla) direttamente nell'unghia colpita, tale da favorire la sua crescita in modo adeguato e correggerne la curvatura.
Gli antibiotici possono essere necessari come terapia complementare: quando l'unghia incarnita provoca un'infiammazione batterica, il paziente dovrà applicare quotidianamente (o più volte al giorno) una pomata antibiotica direttamente sull'unghia colpita dalla lesione.

Prevenzione

Il miglior modo per prevenire le unghie incarnite è tagliarle correttamente: è importante mantenere una certa lunghezza dell'unghia (evitare che l'unghia sia troppo corta). Inoltre, il taglio dev'essere diritto: evitando di tagliare le unghie in modo curvo, si minimizza il rischio che queste s'incarnino.
Altra importantissima raccomandazione per prevenire l'insorgenza delle unghie incarnite è quella di non utilizzare aghi od altri oggetti appuntiti per scoppiare eventuali vescichette ripiene di liquido, formate in prossimità dell'unghia incarnita: un simile comportamento esporrebbe il paziente al rischio di nuove infezioni.
Prima di cimentarsi in un'attività sportiva, i soggetti inclini alla formazione delle unghie incarnite dovrebbero proteggere le dita dei piedi avvolgendole delicatamente su bende sterili-elastiche specifiche.
Per non parlare dell'igiene personale, fondamentale per prevenire eventuali infezioni in un contesto di onicocriptosi. A tale scopo, si raccomanda di cambiare i calzini (rigorosamente di cotone) almeno una o due volte al giorno e di lasciare i piedi scoperti (senza calzini) durante la notte per favorire la respirazione del piede: così facendo, il piede si manterrà asciutto e il rischio d'infezione viene minimizzato.
Da ultimo - ma non per importanza - i soggetti che sono inclini alla formazione delle unghie incarnite dovrebbero sempre indossare scarpe comode, mai troppo strette, in modo da permettere all'unghia di trovare lo spazio necessario per crescere correttamente.
Onicofagia: Descrizione del disturbo e Cause d'origine

Onicofagia: Descrizione del disturbo e Cause d'origine




L'onicofagia è un disturbo compulsivo che porta il paziente a mangiare le proprie unghie e, nei casi più gravi, anche le pellicine e le cuticole circostanti, con conseguenze nocive sia a livello fisico che psicologico.Questa malsana abitudine di rosicchiare le estremità delle dita si manifesta soprattutto in periodi di nervosismo, noia e stress, e può rappresentare semplicemente un sintomo di ansia, ma anche di disagio profondo.
L'onicofago (individuo affetto da onicofagia) adotta un comportamento compulsivo e ripetitivo nel mordere le cuticole e i tessuti intorno alla lamina ungueale: si tratta di un'attività inconscia compiuta dal soggetto, il quale, per la maggior parte del tempo, non si rende conto di quando le mani sono portate alla bocca e i denti cominciano a rosicchiare le unghie. La maggior parte delle persone trova in questa abitudine l'unico modo per calmare sé stessi. L'onicofagia è considerata un "disturbo del controllo degli impulsi" ed è solitamente classificata tra i disturbi comportamentali e delle emozioni che si presentano durante l'infanzia e l'adolescenza; se trascurata, l'onicofagia può protrarsi fino all'età adulta. Secondo la teoria freudiana, l'abitudine di mangiare le unghie è un sintomo di fissazione orale, in quanto si manifesta prevalentemente con un'ossessiva stimolazione della zona. Inoltre, portare qualcosa alla bocca richiama, a livello metaforico, l'esperienza del seno materno e l'onicofagia è utilizzata per ottenere lo stesso effetto calmante.

Nota. Che cosa sono i "disturbi del controllo degli impulsi"?
I "disturbi del controllo degli impulsi" sono condizioni psichiche caratterizzate dall'incapacità di resistere alla tentazione incontrollabile di compiere un'azione o un gesto, di solito preceduta da un sentimento di progressiva tensione, agitazione ed eccitazione poco prima di mettere in atto l'impulso a livello comportamentale. Nel momento successivo all'azione impulsiva, il soggetto sperimenta piacere, sollievo, altre volte senso di colpa. Eventi e circostanze stressanti spesso possono aumentare la messa in atto di un'azione impulsiva potenzialmente dannosa (per sé o per gli altri).
Tra i "disturbi del controllo degli impulsi" sono compresi: onicofagia, cleptomania, piromania .

All'origine del vizio di mangiarsi le unghie, spesso vi è una causa di natura psicologica: un ambiente familiare disturbato da litigi e incomprensioni, le aspettative eccessive dei genitori, la difficoltà a gestire la propria ansia ecc. L'onicofagia consente di contenere le reazioni a contrasti interpersonali e ai disagi soggettivi; tende a scomparire volontariamente quando viene meno la causa del malessere, tuttavia può riproporsi in successive situazioni di stress o ansia.
Sebbene sembri un'abitudine innocua, l'onicofagia costituisce un atteggiamento tendenzialmente autolesionistico e per questo motivo, nei casi più gravi, è necessario l'aiuto di uno psicoterapeuta per individuare le cause che hanno indotto il disturbo. Qualora non si resistesse all'impulso di mangiarsi le unghie, è meglio capire cosa si nasconde dietro a questa abitudine e adottare repentinamente alcuni rimedi, per evitare conseguenze sulla salute.

Chi è l'onicofago?



L'abitudine di mangiarsi le unghie colpisce bambini e adulti di ogni età.
Il disturbo è rilevabile nel 30% dei bambini tra i 7-10 anni e nel 45% degli adolescenti. La maggior parte delle persone smette di mangiarsi le unghie spontaneamente all'età di trent'anni.
In genere, l'onicofagia non è limitata selettivamente ad una particolare unghia, ma è rivolta a tutte le dita delle mani, che sono morse allo stesso modo, risultando circa della medesima lunghezza. La diagnosi può essere ritardata, poiché i pazienti tendono a negare o a ignorare le conseguenze del disturbo.



In che cosa consiste l'onicofagia?

Si può considerare il fenomeno come un processo nel quale è possibile individuare due azioni ben distinte:
  1. La fase preliminare che precede l'onicofagia vera e propria consiste nella dettagliata ispezione (visiva o attraverso il tatto) delle unghie e dei tessuti morbidi che le circondano, allo scopo di ricercare i possibili difetti da eliminare. Ogni irregolarità induce il soggetto a stuzzicare e mordicchiare l'area fino a rendere la pelle regolare: non è raro notare nelle persone con onicofagia l'abitudine di passare i polpastrelli sull'estremità delle dita.
  2. La fase successiva coincide con il mordere ciò che si trova all'estremità delle dita: lamine delle unghie,cuticole e perinichio (pelle che circonda l'unghia a livello prossimale e laterale), iponchio (porzione di pelle sotto la lamina) ecc.

Quali sono le principali cause dell'onicofagia?

Conoscere le cause che scatenano questa cattiva abitudine è un aspetto fondamentale per superare il disturbo. I fattori principali che promuovono l'insorgenza dell'onicofagia sono di origine ambientale e/o biologica. Le motivazioni ricorrenti sono le seguenti:
  1. Situazioni di stress e di ansia. In genere, si associa un soggetto onicofagico ad una persona in preda alla preoccupazione e al nervosismo, che scarica la tensione mordendosi le unghie. L'onicofagia, in questi casi, dà un senso di sollievo e di piacere momentanei, in quanto contribuisce a sfogare la carica emotiva.
    Durante l'infanzia, quest'abitudine insorge quando sussistono episodi di incomprensioni, eccessive aspettative o esiste il timore di perdere l'attenzione dei genitori. Il problema può anche essere determinato dalla ripetizione del gesto di portare le mani alla bocca, come avviene per la suzione del pollice.
  2. Atteggiamenti autolesionistici. Alcuni studiosi individuano nell'onicofagia un'espressione di aggressività: molti soggetti timidi e remissivi esprimono la loro rabbia rivolgendola verso se stessi piuttosto che all'esterno. Inoltre, rosicchiare le unghie rappresenta un'espressione di tensione aggressiva, come mordere una matita o masticare continuamente un chewing gum, tutti atteggiamenti che possono scomparire se si riesce ad eliminare il disagio che li ha provocati.
  3. Imitazione di altri membri della famiglia. Talvolta, i bambini imparano rosicchiare le unghie senza alcuna motivazione psicologica più profonda, imitando semplicemente i genitori.
  4. Noia. La noia non determina certamente l'esordio del disturbo, ma per il soggetto che possiede tale abitudine può essere estremamente difficile controllare lo stimolo a mangiarsi le unghie anche nei momenti d'inattività. All'opposto della comune opinione, che vuole il mangiarsi le unghie come manifestazione tipica nei momenti di tensione estrema, è possibile osservare che l'onicofagia si presenta specialmente nei momenti di non azione delle mani: mentre si guarda la televisione, in treno o in macchina, durante eventi lunghi e noiosi, mentre si rimane in attesa al telefono...
Spesso, è difficile cercare la vera ragione del proprio vizio, in quanto, a volte, la causa risale all'infanzia e l'onicofagia è semplicemente il risultato di una pessima abitudine protratta nel tempo.











Onicofagia: Conseguenze, Cura e Terapia



L'onicofagia consiste nell'abitudine di rosicchiarsi continuamente le unghie in momenti di stress o di eccitazione, oppure, all'opposto, nei momenti di noia o d'inattività. Questo vizio è considerato un "disturbo del controllo degli impulsi" e appartiene ai tipici comportamenti nervosi e compulsivi che comprendono abitudini come la suzione del pollice, strapparsi le pellicine intorno alle unghie o mordicchiarsi le labbra. L'onicofagia rappresenta uno sfogo eseguito inconsciamente, come risposta alla forte tensione interna, e si manifesta come una condizione di disagio. Nella maggior parte dei casi, si tratta di un'abitudine transitoria e senza conseguenze.


Quali possono essere le conseguenze dell'onicofagia sulla salute?

L'onicofagia può causare dolore, sanguinamento e arrossamento del letto ungueale, oltre a indurre il danneggiamento dell'eponichio, la porzione di pelle posta alla base e ai lati dell'unghia (cuticola).
Quando le cuticole sono rimosse in modo improprio, possono rendere suscettibili ad infezioni bateriche o virali (esempio: onicomicosi, paroncchia, patereccioecc.). Inoltre, chi pratica l'onicofagia rischia di trasportare nella bocca i microorganismi  che si depositano sotto le unghie. Un esempio d'infezione del tessuto periungueale è la paronichia, un tipo di patereccio superficiale, localizzato vicino a un'unghia, dovuto alla penetrazione di germi piogeni attraverso piccole lesioni. Anche la saliva può avere un ruolo nell'arrossamento e nell'infezione dell'area. L'onicofagia è correlata anche alla patologia dentale e può portare a lesioni gingivali, usura degli incisivi, riassorbimento radicolare apicale e malocclussione dei denti anteriori, oltre a facilitare la diffusione d'infezioni alla bocca (esempio: ossiuri o batteri dalla regione dell'ano). Al contrario, l'onicofagia praticata durante un'infezione da Herpes simplex virus  è in grado di sviluppare il giradito erpetico sulla falange del dito morso. Ultimo danno ai denti, non trascurabile, che può conseguire dall'abitudine di mangiarsi le unghie è la carie, poiché viene intaccata la sostanza adamantina. L'ingestione dei residui ungueali può provocare anche problemi allo stomaco.
Infine, la persistenza negli anni del disturbo può interferire con la normale crescita delle unghie e può comportare gravi deformazioni delle dita.
Dal punto di vista sociale, vedere una mano con le unghie consumate, può far pensare ad una persona timida, con scarsa autostima, che trova nella pratica del vizio un modo di gestire la rabbia. In altri casi, l'onicofagia serve a controllare stati di ansia o di forte noia.

Disturbi correlati all'onicofagia

L'onicofagia è correlata ad altri disturbi comportamentali ripetitivi:
  • Dermatillomania: disordine del controllo degli impulsi che induce il paziente a stuzzicarsi, strofinarsi, graffiarsi o incidersi la pelle del viso o del corpo, spesso nel tentativo di eliminare piccole irregolarità o imperfezioni cutanee reali o immaginarie (nota anche con il termine di "compulsive skin-picking").
  • Dermatofagia: disturbo in cui un malato morde compulsivamente la sua pelle, di solito intorno alle unghie, con conseguente sanguinamento e decolorazione, dopo tempo prolungato.
  • Tricottilomania : abitudine, spesso accompagnata dall'urgenza, di tirarsi (e in alcuni casi, mangiare) le ciocche di capelli, ma nei casi più gravi anche ciglia, sopracciglia, peli della barba, peli pubici e altri peli del corpo.

Quali sono i rimedi disponibili per smettere di mangiarsi le unghie?

Diverse sono le misure di trattamento che possono aiutare a smettere di mangiarsi le unghie.
Alcune persone possono risolvere il disturbo spontaneamente, per la paura di sviluppare infezioni o per la volontà di avere un aspetto più curato, mentre altri soggetti si concentrano sul cambiamento dei comportamenti. Come regola, nessun trattamento è necessario per i casi lievi di onicofagia.
Per le situazioni più gravi, il trattamento deve comportare la rimozione dei fattori emotivi che inducono l'abitudine (eccitazione, iperstimolazione, infelicità, ...).
Il trattamento più comune, economico e ampiamente disponibile, prevede l'applicazione di uno smalto di sapore amaro, che scoraggia l'abitudine di mangiarsi le unghie. Normalmente viene utilizzato un composto chimico denominato denatonio benzoato. Il gusto sgradevole ricorderà di fermarsi ogni volta che si portano le mani alla bocca.
Una varietà di opzioni comprende: l'uso di un bendaggio occlusivo sulla punta delle dita, portare dei guanti o, nel caso di un bambino, indossare un pigiama integrale, che copra anche le unghie dei piedi. Mantenere le unghie tagliate è un'altra misura utile, in modo tale che gli angoli che sporgono o le cuticole non rappresentino una tentazione. La cosmesi (trattamento di ricostruzione delle unghie) può aiutare a superare gli effetti sociali dell'onicofagia. Prendersi cura delle mani può aiutare a ridurre l'onicofagia e incoraggia a mantenere questa parte del corpo attraente: è possibile utilizzare smalti o sottoporsi a regolari manicure. Gli uomini possono indossare uno smalto chiaro. Anche applicare unghie artificiali può limitare il disturbo, oltre a proteggere la crescita di quelle naturali. Iniziare a praticare una costante attività sportiva può contribuire a scaricare rabbia e tensione, così le tecniche di gestione dello stress.
Una valida alternativa per risolvere il problema dell'onicofagia consiste nel chiedere al paziente di masticare un chewingum senza zucchero oppure un bastoncino di liquirizia quando sente la necessità di mordere le unghie, oppure si trova in una condizione di particolare tensione. Questo rimedio consente di tenere la bocca occupata e rende l'abitudine difficile da praticare.

Terapia comportamentale

La terapia comportamentale è utile quando le misure più semplici non sono efficaci: l'obiettivo è di risolvere l'onicofagia ed eventualmente individuare un comportamento alternativo (ad esempio: ponendosi lo scopo di rendere nuovamente presentabili le proprie mani). Anche la terapia del controllo degli stimoli può rivelarsi utile per identificare e per controllare lo stimolo che scatena l'impulso di mangiarsi le unghie.

Terapia farmacologica

I trattamenti locali, come ad esempio l'applicazione sulle unghie di sostanze amare, possono avere un'efficacia variabile. L'onicofagia dimostra una risposta positiva alla terapia a base di farmaci antidepressivi, prescritti anche nella cura della tricotillomania e del disturbo ossessivo-compulsivo (OCD).
Un'altra opzione richiede l'uso della vitamina B ,inositolo, che riduce l'impulso di mordere le unghie e agisce sull'attività della serotonina, ormone che controlla umore e aggressività.


Unghie che si sfaldano

Introduzione

Le unghie che si sfaldano non rappresentano soltanto un problema estetico del mondo femminile: fin dai tempi più remoti, le unghie simboleggiano un'arma di difesa e di attacco. Il detto “difendersi con le unghie” sembra quindi avere un fondamento di verità: se però le unghie appaiono fragili e cominciano a sfaldarsi, crolla il significato che si cela dietro questo modo di dire così comune.Le unghie, come gli occhi e i capelli, si esprimono attraverso un proprio linguaggio, che dobbiamo imparare a decodificare: nello stesso modo in cui gli occhi rossi e sensibili possono esprimere stanchezza. e  la perdita dei  capelli stress, anche le unghie che si sfaldano possono eclissare significati intrinseci.
Unghie fragili

Unghie sane  e forti

Un'unghia sana e resistente rispecchia una condizione ottimale di salute, oltre che un equilibrio fisiologico; per contro, un'alterazione a livello dell'unghia può essere spia di disturbi di varia entità dell'organismo.
Caratteristiche come durezza, resistenza ed elasticità dell'unghia sono dovute alla presenza di cheratina, proteina costituita da lunghe catene di aminoacidi (tra cui spiccano cisteina, acido glutammico ed arginina), di oligo -elementi come  zinco, ferro, rame, e vitamine (vitamina A, vitamina B6, vitamina C e vitamina E): nel momento in cui queste sostanze non sono più sufficienti, le unghie ne risentono, apparendo sottili e fragili, e sfaldandosi facilmente.

Cause di unghie che si sfaldano

L'indebolimento delle unghie, spesso accompagnato dall'esfoliazione delle stesse, potrebbe essere spia di una carenza di vitamina A e calcio; per rendere più forti le unghie, anche la vitamina B6 gioca un ruolo importante. Le unghie che si sfogliano potrebbero riflettere, quindi, uno stato di malnutrizione: di conseguenza, una corretta alimentazione è il primo rimedio che si dovrebbe adottare per avere unghie più belle e resistenti.
Anche l'invecchiamento si presta ad essere una causa comune di fragilità ed esfoliazione delle unghie: se all'avanzare inarrestabile dell'orologio biologico si aggiungono altri fattori ambientali, la disidratazione delle unghie è favorita. Lo sfaldamento degli strati di superficie ungueali è chiamato tecnicamente “onicoschizia lamellina”: l'unghia si sfoglia, diventa sempre più fragile ed il margine libero appare frammentato.
Le unghie che si sfaldano possono essere una conseguenza di eventi traumatici; anche il contatto con sostanze chimiche a pH basso o molto alto, e le micro fratture possono provocare un'alterazione delle sostanze che costituiscono le unghie, promuovendo la fragilità e l'esfoliazione degli strati di superficie.
L'abitudine di usare smalti di qualità scadente può peggiorare lo stato di salute delle unghie, facendole apparire più secche, fragili e facili allo sfaldamento: per la rimozione dello smalto, inoltre, si utilizzano dei solventi che disidratano l'unghia, compromettendone ancor di più la robustezza.

Rimedi e cure

Le malattie che colpiscono la cute ed il metabolismo possono riflettersi anche nelle unghie, facendole apparire deboli e fragili: nel momento in cui il disturbo sarà curato, l'unghia tornerà più forte. Se invece l'esfoliazione delle unghie dipende da fattori di altra natura, si possono adottare una serie di comportamenti per migliorare la struttura delle unghie: ad esempio, tenere le unghie corte ed indossare guanti è una buona abitudine, perché previene i micro-traumi che potrebbero rovinarle. Nel caso in cui le unghie che si sfaldano dipendano dalla disidratazione, è opportuno applicare una crema idratante, che vada a compensare le perdite delle sostanze che ne costituiscono la struttura. Se la causa principale delle unghie che si sfaldano ricade in una carenza nutrizionale, è necessario integrare la dieta con una supplementazione vitaminica e minerale. Contro le unghie fragili il rimedio fitoterapico per eccellenza è rappresentato dal decotto di equiseto. Una buona norma da seguire è anche quella di ungere tutte le sere le unghie con olio di mandorle dolci.Unghie gialle

Unghie gialle

Introduzione

“xantonichia” è il termine tecnico che indica l'alterazione cromatica delle unghie gialle: un inestetismo molto diffuso che interessa sia le donne che gli uomini.
Com'è noto, le unghie riflettono lo stato di salute della persona; a rigor di ciò, un'alterazione del loro naturale colorito roseo potrebbe nascondere problematiche di varia natura.

Cause di unghie gialle


Le cause che portano all'ingiallimento della lamina ungueale possono essere molto banali, di conseguenza facilmente risolvibili. Se invece l'origine dipende da disturbi più gravi, come patologie metaboliche o infezioni, l'alterazione cromatica dell'unghia va interpretata come una disperata richiesta di aiuto da parte di un organismo sofferente.
L'abitudine al fumo (tabagismo) può alterare non solo il colore naturale dell'unghia, rendendola più gialla, ma peggiorarne anche la struttura; l'uso di smalti di scarsa qualità, inoltre, può aggravare la condizione della lamina ungueale, che si assottiglia, si sfalda e si disidrata, modificando anche il proprio colore. Similmente, i solventi utilizzati per rimuovere lo smalto, se troppo aggressivi, possono causare macchioline gialle sulla superficie dell'unghia.
Anche una carenza di nutrimenti, di vitamine e di  sali minerali può provocare un progressivo ingiallimento ed indebolimento delle unghie.
Nella sindrome delle unghie gialle, la loro crescita appare più lenta, perdono il colore tipico dell'unghia sana, e si ispessiscono. Il colore della lamina ungueale appare giallo, addirittura potrebbe sfumare nel verdastro; la curvatura dell'unghia è più marcata e, talvolta, comporta onicolisi (perdita dell'unghia).

Cause patologiche

Se i fattori scatenanti sono di natura patologica, nessun rimedio naturale sarà in grado di smantellare la vernice gialla depositata sull'unghia, risolvibile solo curando la patologia alla radice. L'ingiallimento dell'unghia potrebbe essere specchio d'itterizia, a sua volta spia di problemi a livello del fegato o della cistifellea; ancora, problemi respiratori come bronchite e sinusite possono peggiorare il colore delle unghie.
Alcune infezioni micotiche potrebbero portare l'ingiallimento progressivo delle unghie: le onicomicosi possono, infatti, provocare csantonichia.
Anche patologie più gravi come HIV/AIDS portano conseguenze nella colorazione delle unghie.
Le unghie gialle, infine, potrebbero connotare disturbi a carico del sistema linfatico, diabete o debolezza epatica.
Quando si presentano alterazioni a livello degli annessi cutanei in genee (unghie, capelli), è opportuno sottoporsi ad una diagnosi specialistica, per individuare problematiche sistemiche: le unghie, ancora più dei capelli, possono infatti agevolare i medici nell'individuazione di alcune patologie.

Rimedi efficaci

È opportuno ricordare che i rimedi naturali di seguito elencati possono essere considerati solo nel caso in cui la causa che provoca l'ingiallimento dell'unghia sia legata ad uno scorretto stile di vita.
  1. Smettere di fumare: l'ingiallimento dell'unghia provocato dal fumo si configura come un fenomeno reversibile; infatti, l'unghia tornerà normale già pochi giorni dopo aver abbandonato il vizio.
  2. Tenere le unghie corte e ben pulite, per evitare infezioni.
  3. Usare smalti di qualità e solventi poco aggressivi.
  4. Usare creme idratanti per le mani.
  5. Nel caso in cui l'ingiallimento sia dovuto ad un'infezione di miceti, sotto consiglio medico utilizzare farmaci antimicotici ad azione topica o sistemica.
  6. La tradizione insegna che l'uso del limone, associato al bicarbonato, è un buon rimedio naturale per prevenire ed alleggerire il disturbo delle unghie gialle.



1 commento:

  1. Ragazzi, per migliorare la condizione delle mie unghie e mantenere la remissione della psoriasi sto usando la crema di questo brend. Vi raccomando di leggere di più su questo link https://www.psoeasy.com/it/psoriasi-cure-unghie deve aiutarvi.

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